Saturday, March 13, 2010

Come fare delle ottime fotografie per le nostre inserzioni ?

Posted by sfiziedelizie_tuttoperlafesta On marzo - 1 - 2010 3 COMMENTS

Le fotografie degli oggetti messi in vendita hanno un’importanza fondamentale nella descrizione.

Molti non leggono l’inserzione, leggono distrattamente il titolo dell’oggetto in vendita, affidandosi quasi esclusivamente a ciò che si “legge” dalle foto dell’oggetto. In questo articolo vedremo come VALORIZZARE l’oggetto attraverso una buona fotografia, se non altro fare in modo che l’immagine risulti il più possibile REALE. Ho letto sul forum dei Power Sellers di venditori che hanno acquistato fotocamere da migliaia di euro, senza essere riusciti a risolvere problemi di contrasto con gli sfondi, effetti “lucido” o “specchio”, riflessi vari e colori non realistici. Ma tutti questi problemi nel 99% dei casi non dipendono dalla qualità/costo della fotocamera ma dalla LUCE e per ottenere una buona foto, è sufficiente conoscere alcune nozioni fondamentali di ILLUMINOTECNICA.

La prima cosa da dire riguarda il flash.

È vero che il flash rende possibili fotografie che in alcune situazioni (carenza di luce, movimento) sarebbero impossibili o di pessima qualità, ma certamente il flash non potrà mai contribuire alla BELLEZZA della foto. Infatti, per far sì che un soggetto (o nel nostro caso un oggetto) restituisca tutte e tre le dimensioni, è indispensabile che queste siano evidenziate dall’incidenza della luce. Niente di meglio, quindi, che illuminare l’oggetto in modo il più possibile NATURALE: porre l’oggetto da fotografare sul nostro balcone o sul marciapiede del nostro negozio è la soluzione più immediata e più efficace. Per sfruttare la luce naturale, occorre posizionare l’oggetto all’ombra, e fare in modo che all’interno dell’inquadratura non vi siano parti illuminate dalla luce diretta del sole o materiali che riflettano oggetti illuminati dal sole.

Foto con parti sovraesposte

In questa fotografia, l’apertura di diaframma è stata volutamente regolata sul cane, trascurando il fatto che una parte di prato risultasse sovraesposta (in diversi punti non si distinguono i fili d’erba, ma macchie gialle). Anche la punta dell’orecchio risulta sovraesposta. Per scattare una foto di questo tipo bisogna regolare manualmente la fotocamera, e probabilemente bisogna avere anche una certa esperienza e fare alcune prove. Scattando con la fotocamera in “auto”, quasi ceramente il cane sarebbe venuto molto più scuro, a discapito delle parti sovraesposte.

L’esempio più comune (da evitare) è la classica vetrina che riflette un’auto parcheggiata, illuminata dal sole. Questa “presenza indesiderata”, oltre a disturbare l’attenzione sull’oggetto, impedisce al diaframma della nostra fotocamera di aprirsi secondo la giusta luce, cioè quella restituita dall’oggetto; neppure l’eliminazione dell’oggetto indesiderato attraverso un ritaglio o un fotoritocco potrà migliore a posteriori la qualità dello scatto. In ambienti chiusi, si può creare un’illuminazione “naturale” semplicemente facendo sì che gli oggetti da fotografare vengano illuminati da luce indiretta e/o da corpi illuminanti che emettono luce “morbida”. Per intenderci, la luce di una lampadina dicroica (tipo quelle vediamo nelle vetrine delle gioiellerie) è una luce definita “dura”, mentre la luce di una lampada a basso consumo, o di una lampadina opale (detta anche smerigliata) è definita “soft” o in ambito teatrale “flood”. Il soggetto illuminato con luce diretta avrà le ombre molto marcate, e quasi certamente delle sfaccettature non illuminate, se il punto da cui proviene la luce è diverso dal punto d’osservazione. Una luce diffusa, invece, consentirà di vedere molte più sfaccettature dell’oggetto. Una serie di lampade opali sopra al soggetto da fotografare, o un potente faro puntato contro un soffitto bianco, restituiranno certamente un’illuminazione molto simile a quella naturale.

Foto con illuminazione diffusa

Ognuno di noi può scattare foto di questo tipo, semplicemente ponendo un illuminatore a luce continua e diffusa sopra gli oggetti, in questo caso in posizione leggermente spostata indietro e verso destra. Le ombre MORBIDE denotano, appunto, il fatto che il fascio di luce non è diretto, ma filtrato da un foglio “frost” (la più comune carta forno) o addirittura riflesso. Inoltre, se la luce non fosse diffusa, i tortellini che si trovano un po’ più sotto non sarebbero affatto illuminati.

La luce del flash, essendo assolutamente DURA e partendo praticamente dallo stesso punto d’osservazione, “appiattisce” il soggetto. In pratica scattare col flash risulta essere il modo peggiore per illuminare un soggetto in modo “naturale”. La resa della fotografia decade pesantemente quando si cerca di fotografare col flash soggetti molto scuri. Lo stesso accade per soggetti molto chiari. In entrambi i casi, c’entra la quantità di luce restituita dai vari oggetti, ma più che approfondire con termini troppo tecnici il concetto, è utile fare qualche prova di scatto col flash e senza flash…

Il segreto principale della fotografia resta comunque la TEMPERATURA DI COLORE .

Anche qui è meglio fare subito degli esempi pratici: la luce di una lampada dicroica è calda, quella del flash è fredda. Se si acquista una lampada a basso consumo, di norma sulla confezione è indicata la temperatura di colore in gradi Kelvin: intorno ai 4000K per le luci calde e intorno ai 5500K per le luci fredde. Questa tabella esemplificativa di Wikipedia è di grande aiuto per capire il concetto:

• Luce solare a mezzogiorno: 5 400 K
• Luce d’ambiente in pieno giorno (luce diurna): mediamente, circa 6 500 K
• Luce del cielo nuvoloso: circa 7 000 K
• Luce del cielo parzialmente nuvoloso: 8 000 – 10 000 K
• Luce del cielo sereno: da 10 000 a 18 000 K (il valore è più elevato per il cielo di colore azzurro intenso a nord)
• Luce di una candela: circa 1 000 K
• Lampada domestica a incandescenza da 40 W: 2 650 K
• Lampada domestica a incandescenza da 60 W: 2 760 K
• Lampada domestica a incandescenza da 100 W: 2 900 K
• Lampada Photoflood da 500 W per uso fotografico: 3 400 K
• Lampada fluorescente warm white (bianco caldo): 3 000 K (la luce appare di colore bianco-giallastro)
• Lampada fluorescente white (bianco neutro): 3 500 K (la luce appare di colore bianco tendente, in modo molto lieve, al bianco sporco verdastro)
• Lampada fluorescente cool white (bianco freddo): 4 000 K (la luce appare di colore bianchissimo)
• Lampada fluorescente daylight (diurna): 6 500 K (la luce appare di colore bianco argenteo intensissimo
• Lampada fluorescente skywhite (superdiurna): 8 000 K (la luce appare di colore argenteo quasi azzurrino)

Occorre spendere due parole anche per la luce al NEON, quella dei classici tubi cosiddetti “fluorescenti”.

Seppur la resa luminosa di corpi illuminanti al neon resti tra le migliori per rapporto qualità-intensità/prezzo, questo tipo di luce è sconsigliato in fotografia, in quanto molto difficile da leggere per le fotocamere digitali e in particolare per le videocamere. Nonostante ormai anche le macchine più “amatoriali” abbiano la funzione “bilanciamento del bianco”, le riprese con illuminazione al neon purtroppo tendono al verdognolo. Nessun problema, invece, con le moderne lampade agli ioduri metallici.

Cosa possiamo fare dopo aver “scoperto” che la luce ha diversi colori?

Creare un vero e proprio set fotografico artificiale, prendendo come concetto di base quello televisivo: illuminare il soggetto in maniera diffusa con luce calda, nonché in maniera diretta, in controluce, con luce fredda. È molto diffusa tra i fotografi professionisti la classica lampada “a pinza” da 800W: questa restituisce una luce più o meno di 3500K che, se proiettata contro un soffitto bianco o (in locali con soffitto molto alto) contro un pannello riflettente, illumina in modo perfetto il soggetto da fotografare. Si può quindi aggiungere un controluce con un corpo illuminante che emetta luce fredda, ad esempio un faro a ioduri metallici, posto dietro al soggetto, in posizione elevata e ovviamente al di fuori dell’inquadratura. Per questo faro non sarà indispensabile ammorbidire la luce (il trucco della carta da forno è sempre buono… ma attenti a non farla venire a contatto diretto con lampade alogene di alto Wattaggio!): desideriamo appunto un distacco, e la luce diretta sarà molto utile a tirar fuori la terza dimensione.

Foto con controluce naturale e illuminzione artificiale

Seppur questa foto sia stata scattata all’aperto (più naturale di così…) di naturale c’è solo il controluce.  La luce solare colpisce in maniera piuttosto dura e diretta la scenografia e i capelli della bambina, ma frontalmente il soggetto è stato massicciamente illuminato con pannelli riflettenti (la luce solare) o adirittura con proiettori elettrici. E l’ombra molto evidente sotto il vestito lascia propendere per la seconda ipotesi: una serie di pannelli riflettenti “frost” bene o male dovrebbero illuminare ogni parte della foto, qui verosimilmente sono stati installati potenti fari a luce bianchissima, in posizione elevata e leggermente spostata a sinistra rispetto al fotografo.

Ovviamente esistono in commercio molte attrezzature che rendono “professionale” il nostro set fotografico… in linea di massima (come dicevo in apertura) per me è inutile comprare una fotocamera da duemila euro, se poi si va a scattare col flash. È molto più utile l’illuminatore da 800W a luce continua di cui sopra (costo circa 100 euro), o un illuminatore daylight (60-70 euro, da usare con le lampade a risparmio energetico), da montare eventualmente su un cavalletto treppiede (15-20 euro) con ombrello riflettente (10-15 euro). Un cavalletto è utile anche per posizionare la fotocamera: uno scatto ritardato di qualche secondo e la fermezza dello strumento, ci faranno dimenticare le foto “mosse” consuete in condizioni di scarsa illuminazione. Esistono anche i softbox (a partire da 30 euro): ci consentono di scattare foto all’interno di una scatola che restituisce un’illuminazione diffusa e lo sfondo bianco uniforme… ma vuoi mettere il divertimento di posizionare le luci a proprio piacimento?

Antonio Russo

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A cosa servono gli Strumenti per Webmaster di Google ?

Posted by Giovanni Cappellotto On febbraio - 26 - 2010 ADD COMMENTS

Google ha un profondo impatto sull’ecommerce.

Ci si riferisce a Google per il traffico naturale e spesso per il traffico generato dalla pubblicità con gli strumenti della keyword advertising (Pay-Per-Click.)
Ma Google è molto di più che un motore di ricerca o un portale di pubblicità.
Google ha molti altri strumenti e risosrse che possono aiutare un ecommerce.
Abbiamo pensato di mettere online una sezione “Tutto Google (o quasi)” per spiegare le molte funzioni che si possono usare e come usarle.

Strumenti Google per Webmaster

Gli Strumenti Google per Webmaster sono il luogo dove trovare le risorse che ti aiutano a migliorare ed aumentare il traffico del tuo sito ed a connetterti con i tuoi visitatori. Usando questi strumenti, identifichi anche le aree con problemi del tuo sito. Questo articolo ti fa capire le principali funzioni degli Strumenti Google per Webmaster

Inoltre gli strumenti Google per Webmaster sono anche il posto in cui trovare informazioni su come Google vede il tuo sito, oltre alle informazioni sui links. Ci sono poi strumenti utili che si riferiscono a Googlebot – il bot di Google, per rallentarlo se sta accedendo a troppe pagine del tuo sito in modo molto veloce (cosa che succede spesso).

Il requisito indispensabile per accedere agli Strumenti Google per Webmaster è naturalmente avere un Google Account , accedere al tuo sito e dimostrare che si tratta proprio del tuo sito. Questo avviene con una semplice procedura di verifica.

Verifica il tuo sito

Una volta che sei logato sugli Strumenti per Webmaster di Google con il tuo account Google, vedi la home page. La prima cosa che devi fare è “Aggiungi un sito”.

Scrivi l’URL del sito e clicca su CONTINUA. Sei trasportato nella pagina per verificare la proprietà del sito in questione potendo scegliere tra due modi:

  • aggiungere un meta tag sulla home page del tuo sito  -ed il meta tag è fornito da Google
  • oppure salvare un file vuoto con un nome predeterminato sul tuo sito web.

La scelta è tua e farai quello che ti è più facile: aggiungere il metatag tramite il pannello di amministrazione del tuo sito, oppure inserire nella radice del sito il file apposito via FTP.
Una volta conclusa questa operazione, premi il tasto “verifica” e sei a posto: il tuo sito è verificato !

Naviga attraverso gli Strumenti per Webmaster di Google

Dopo aver verificato il tuo sito, torna alla home page e clicca sull’attuale dominio del sito che hai inserito per arrivare alla dashboard degli Strumenti Google per Webmaster.

Nella parte sinista trovi CINQUE AREE principali

  1. Principali Query di Ricerca. Quando le persone cercano su Google, come trovano il tuo sito ?

    In termini generali, possono trovare quello per cui il tuo sito è cercato, il tema generale del sito. Io non farei molto affidamento su queste posizioni e su come sono riportate da Google.
    Ci sono un sacco di fattori da considerare, come la personalizzazione di risultati di ricerca che condizionano  i numeri e la posizione reale, al punto che quanto riportato qui non è molto attendibile. Ciò che è importante è capire che le frasi siano collegate al tuo sito web. Se vedi frasi strane e non congruenti sarebbe meglio indagare ulteriormente per vedere se ci sono problemi con il tuo sito web e per vedere se queste frasi appaiono da qualche parte o meno (sempre nel tuo sito web).
    Se si scava più a fondo nelle Principali Queri di Ricerca si vede che ci sono due sezioni: Impressioni e Clickthrough (Percentuale di clic).
    Idealmente questi dati dovrebbero essere molto vicini (ciò che è visualizzato sul lato sinistro si dovrebbe vedere anche sul lato destro) e ci possono essere delle differenze.
    Comparare queste due liste ti da informazioni che puoi usare per modificare il title tag o le meta descriptions delle pagine dei tuoi prodotti, in modo che siano più simili possibile a quello che i clienti cliccano.

    Per molte ragioni i clienti possono cercare attraverso alcuni frasi chiave e non cliccare sul tuo sito. Se riesci a capire perché i clienti non cliccano, puoi essere in grado di fare le modifche che portano più clienti al tuo sito e quindi un maggior numero di vendite.

  2. Links al tuo sito

    Google considera nel suo algoritmo di ricerca il numero e la qualità dei links dagli altri siti web al tuo sito. Questo è molto utile per capire cosa stai facendo, e per verificare che il tuo sito prenda sempre nuovi links. Puoi esportare tutti i link in un foglio di calcolo ed ordinarli per data, per esempio.
    Ti raccomanderei di farlo con regolarità, se possibile, per capire cosa sta succedendo.

  3. Errori di scansione.

    Idealmente, quando Google naviga nel tuo sito (quando manda il suo spidere, Googlebot, per trovare le pagine del tuo sito) non dovrebbero esserci errori. Se ci sono degli errori, vengono riportati in questa sezione. Se vedi che ci sono dei problemi sulle vendite, controlla che non ci siano errori sul tuo sito.

  4. Keywords.

    Io generalmente ignoro quest’area. I dati che google considera in ques’area non sono generalmente molto utili, principalmente perchè sono keyword di una sola parola.

  5. Sitemaps.

    La sitemap è l’elenco di tutte le pagine del tuo sito web. Dare una sitemap ad un motore di ricerca è molto utile . Non aiuta a posizionarti meglio, ma presenta ai motori di ricerca una lista delle pagine da scansionare. Tu dovresti sapere quante sono le pagine e quanti sono i prodotti che hai. Se c’è una gran differenza tra il numero della pagine che sai dovrebbero esserci ed il numero riportato in questa sezione, allora c’è un problema. In questo caso, dovresti investigare ulteriormente per essere sicuro che tutti i prodotti che stai vendendo siano presenti.

Conclusioni

Queste sono le aree principali che dovresti esaminare con cadenza regolare. Non dico ogni giorno, ma lameno una volta ogn quindici giorni. se noti un calo delle vedite, allora controlla per prima cosa gli Stumenti Google per Webmaster. Una visita regolare ti aiuta ad identificare il problema e a risolverlo.

Giovanni Cappellotto

Se si scava più a fondo nel Top query di ricerca dell’area, vedrete che ci sono due diverse sezioni: Immagini e la percentuale di clic. Idealmente, queste dovrebbero essere molto vicini (ciò che è visualizzato sul lato sinistro viene mostrato anche sul lato destro). Ci possono essere frasi di parole chiave che si sta sito è ubicato in posizione, ma le persone non fanno clic su di esso. Confrontando questi due elenchi, si può essere in grado di apportare alcune modifiche al titolo o tag meta descrizioni delle pagine dei tuoi prodotti in modo che siano più probabilità di ottenere cliccato. Per qualche motivo, gli utenti possono cercare una frase di parole chiave e non possono essere clic per raggiungere il tuo sito web. Se si riesce a capire perché non state facendo clic grazie, potrebbe essere in grado di risolvere il problema di attrarre più visitatori, e portare a maggiori vendite.

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Migliorare la ricerca con le parole chiave

Posted by Giovanni Cappellotto On febbraio - 19 - 2010 ADD COMMENTS

Ci sono un sacco di modi per condurre una ricerca con le parole chiave.

Molto spesso le aziende si concentrano solo sulle parole che si posizionano in alto, anche se non hanno molta attinenza con le loro necessità. Peggio ancora, alcuni cercano solo parole con alto volume di ricerca, pensando così di migliorare le proprie performance.

Io credo che sia invece importante definire prima una griglia precisa delle intenzioni e delle necessità. Read the rest of this entry »

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Rilevanza, rapporto visualizzazioni / vendite

Posted by Antonio Iadarola iada79 On febbraio - 18 - 2010 4 COMMENTS

Rilevanza, rapporto visualizzazioni / vendite

Sappiamo che il primo requisito che ci consente di salire di rilevanza è l’aver venduto il nostro prodotto, più ne vendiamo e più la nostra inserzione resterà tra le prime della ricerca, ma questo, accade soprattutto se il prodotto è venduto negli ultimi sette giorni. Read the rest of this entry »

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Pointofweb ad Expogadget a Padova 5, 6 e 7 marzo 2010

Posted by Giovanni Cappellotto On febbraio - 16 - 2010 ADD COMMENTS

Pointofweb ha sottoscritto un accordo per essere presente ad Expogadget.it nella Fiera di Padova

Saremo presenti al padiglione 8 della Fiera di Padova, durante Expogadget.it, sabato 6 e domenica 7 marzo 2010 con un nostro workshop in un’aula dedicata alla formazione. Read the rest of this entry »

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Problemi con il mio acquisto, come posso risolverli?

Posted by Antonio Iadarola iada79 On febbraio - 15 - 2010 ADD COMMENTS

Problemi con il mio acquisto, come posso risolverli?

Capita nelle compravendite online di non veder esaudite tutte le nostre aspettative, ma vediamo quali sono i problemi che si possono riscontrare e come risolverli. Read the rest of this entry »

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Specifiche oggetto, un altro passo avanti verso la prima pagina.

Posted by Antonio Iadarola iada79 On febbraio - 11 - 2010 ADD COMMENTS

Specifiche oggetto, un altro passo avanti verso la prima pagina.

Anche se non molto usate dai venditori, le specifiche dell’oggetto sono molto in portanti sia in termini di rilevanza che di ricerca. Read the rest of this entry »

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Cattive valutazioni? Inserzioni in fondo alla ricerca? Metti un’asta.

Posted by Antonio Iadarola iada79 On febbraio - 8 - 2010 ADD COMMENTS

Cattive valutazioni? Inserzioni in fondo alla ricerca? Metti un’asta..

Con le nuove regole, ebay ha introdotto parametri molto più alti per i venditori e chi non li rispetta potrebbe trovarsi con le inserzioni in fondo alla ricerca. Read the rest of this entry »

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Quanto vale e come valorizzare il nostro tempo?

Posted by Antonio Iadarola iada79 On febbraio - 4 - 2010 ADD COMMENTS

Quanto vale e come valorizzare il nostro tempo?

Una delle domande che non ci poniamo mai come venditori è quanto vale il nostro tempo, non rendendoci conto che molte volte lavoriamo tante ore , forse troppe e non abbiamo un adeguato ritorno. Read the rest of this entry »

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La spedizione gratuita è molto rilevante, ma quando è una giusta scelta?

Posted by Antonio Iadarola iada79 On febbraio - 1 - 2010 ADD COMMENTS

La spedizione gratuita è molto rilevante, ma quando è una giusta scelta?

La rilevanza sta evolvendo e cambiando costantemente, ma ci sono alcune opzioni particolari alle quali ebay ha dato molta importanza, rendendole molto rilevanti. Read the rest of this entry »

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Novità Intrastat..Fatture Ebay

La grossa novità, che riguarda tutti i venditori professionali Ebay, è che vanno inseriti anche i servizi, non piu’ solo i beni, acquistati all’interno della Comunita’ Europea.

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